
Il giorno 30/11/2020 si è tenuto il consiglio comunale a Poggio Mirteto in forma online tramite Zoom.
All’ordine del giorno:
- Lettura ed approvazione verbali sedute precedenti
- Ratifica delibera di Giunta comunale numero 138 del 24/11/2018, variazione al bilancio di previsione 2020 – 2021 – 2022
- Riconoscimento debito fuori bilancio, sentenza 772/2019 Tribunale di Rieti
- Riconoscimento debito fuori bilancio, sentenza 310/2020 Tribunale di Rieti
- Verifica equilibrio di bilancio ed assestamento generale anno 2020 – 2021 – 2022
Alberto De Santis in qualità di Capo Gruppo “Noi per Poggio Mirteto” e coordinatore Lega Poggio Mirteto fa il punto della situazione su come è andato il consiglio comunale ed in particolar modo per i punti 3 e 4 dell’ordine del giorno.
All’inizio del consiglio comunale, durante l’informativa del Sindaco, su iniziativa del consigliere Tassi, si è condivisa la buona notizia dell’ordine di acquisto del defibrillatore mancante derivante la bella iniziativa dell’associazione “I Sibemolle”.
• Per quanto attiene il punto 3 De Santis precisa:
SENTENZA 772 DEL 28/10/2019 TRA BANCA COMUNE SPA E COMUNE DI POGGIO MIRTETO PER CREDITO ENEL ENERGIA SPA.
Sembrerebbe che questo debito nei confronti di Enel Energia Spa di € 56.230.10 sia stato onorato dal comune ma che lo stesso dovrà essere nuovamente pagato per cattiva gestione amministrativa.
Non risulta traccia di tentativi per trovare un accordo o una mediazione con la società Banca sistema Spa e non è stata prodotta prova di pagamento ad eccezione del mandato al Tesoriere.
Questo fatto comporta un ulteriore aggravio di € 11.653.5.
Soltanto in data 11/11/2020 il comune ha chiesto il rimborso ad Enel Energia Spa.
Questa vicenda evidenzia ancora una volta la carenza amministrativa del nostro Ente e l’assoluta mancanza di controllo da parte del Sindaco e della Giunta.
È opportuno e doveroso istituire una commissione d’inchiesta da parte del consiglio comunale, presenti ovviamente i rappresentanti di tutti i gruppi consigliari, per effettuare una verifica della situazione accertando le responsabilità.
• Per quanto attiene il punto 4 De Santis precisa:
Il Comune con sentenza 310 del 14/7/20 è stato condannato alla restituzione al sig. Ferroni Antonio della somma di € 14.094,60 con l’aggiunta degli interessi legali e delle relative spese per un complessivo di € 22.869.77.
A questo risultato si è giunti, purtroppo, a causa dei ritardi dell’amministrazione. Il tutto risulta evidente leggendo la relazione che in data 4/06/18 il Res. Settore II (ing. Bianchi) ha inoltrato al Sindaco, al Segretario Generale dell’Ente. A questo punto sui cittadini del nostro comune peserà un nuovo debito causato da incapacità amministrativa e carenza di controllo da parte del Sindaco. Purtroppo non si può agire con arroganza nei confronti dei cittadini perché poi il tutto si dovrà, prima o poi, pagare.
Non ha senso portare a propria difesa presunti doveri di presentazione di una pratica catastale da parte del sig. Ferroni su una struttura che non era e non è di sua proprietà. Infatti il nostro comune è stato condannato.
È opportuno e doveroso istituire una commissione d’inchiesta da parte del consiglio comunale, presenti ovviamente i rappresentanti di tutti i gruppi consigliari, per effettuare una verifica della situazione accertando le responsabilità.
• In sintesi il Gruppo Consigliare “Noi per Poggio Mirteto” ribadisce:
Ci auguriamo che in futuro la macchina amministrativa funzioni in modo più puntuale e preciso, sotto lo stretto controllo del nostro Sindaco e della Giunta, al momento estremamente carente.
È grave che il Sindaco e la maggioranza tutta, alla richiesta di istituire una commissione consiliare d’inchiesta, non abbia, al momento, dato alcun cenno di riscontro. La maggioranza, che governa il nostro comune, dice che l’attività amministrativa dello stesso è una casa di vetro, lo dimostrino e noi ne saremo contenti.
• In sintesi il Consigliere De Santis:
È assurdo pensare che, in un momento difficile come quello che viviamo, debbano essere sprecate delle risorse economiche a causa della carente capacità amministrativa e della mancanza di controllo per pagare quantomeno spese legali, facendole di conseguenza mancare alle casse del comune per meglio affrontare i costi derivanti dalla attuale situazione sanitaria.
